Old: Piú fango c’è meglio è

“Piú fango c’è e meglio è”: lo dice anche il testo di una nota canzone dei Beer Brodaz dedicata al mondo della palla ovale e sabato 18 maggio, fango e pioggia non sono mancati in quel di Mirano per la finale della V^ edizione dello “Scampionato” tra le squadre di rugby categoria “Old” riunite nel CORV (Comitato Old Rugby Veneto).
Per un giorno, infatti, Rugby Mirano ed in particolare la sua “Armata Brancaleon” hanno trasformato gli impianti di via Matteotti nella capitale triveneta del rugby “veterans”, accogliendo 12 squadre e circa 300 tra giocatori ed accompagnatori in quello che più che un evento sportivo amatoriale, è stato una vera e propria festa del rugby Old. 

Il rugby Old è una disciplina amatoriale riconosciuta dalla FIR e praticata da giocatori 0ver 35 con  regole leggermente “addolcite” rispetto al normale rugby a XV. Ad esempio la mischia non può essere contestata, non è prevista l’alzata in touche e la palla può essere calciato solo entro i propri 22 metri ma la regola principale del rugby Old è riassunto nel motto internazionalmente riconosciuto: “Divertimento, Amicizia, Fraternità” (Fun, Friendship, Fraternity).
Del resto, com’è nello spirito di questo sport, tutto inizia e finisce con il fischio dell’arbitro, così che la naturale conclusione dell’incontro è il “terzo tempo”, dove ci si siede a tavola tutti insieme (arbitro compreso) per bere e mangiare all’insegna dell’allegria e dell’amicizia. 

E l’Armata Brancaleon non si è sottratta a quest’obbligo, organizzando una festa che è stata un vero successo, visti gli ospiti accorsi e tenuto conto del cibo e delle bevande consumate durante il terzo tempo, animato anche da un apprezzatissimo spettacolo di danza del ventre.

Quanto allo sport vero e proprio, l’impegno dei partecipanti non è stato da meno, soprattutto considerato il clima tutt’altro che primaverile.
Pur se in questi tornei non sono previsti vincitori  e classifiche, per tutto il pomeriggio, durante mini incontri di venti minuti, i “vecchietti” hanno dato l’anima cercando di portare l’ovale oltre la linea di meta. Cos’, tra placcaggi, ruck e maul, anche questa finale è stata l’occasione per vedere all’opera ex giocatori che, nonostante età ed acciacchi, hanno ancora tanta voglia di divertirsi e di giocare, spesso facendo da chioccia a volenterosi neofiti che, magari seguendo le orme dei figli, hanno deciso di provare a cimentarsi in questo affascinante gioco.

Tra gli ospiti intervenuti, a riprova che quella del rugby è un un’unica grande famiglia, presenza graditissima è stata quella di Manuela Furlan, capitana della nazionale femminle di rugby e reduce dal secondo posto nello scorso 6 nazioni, accompagnata dall’ex capitana Sara Barattin.
Ha portato il suo saluto anche la Sindaca di Mirano Maria Rosa Pavanello.

Secondo il Presidente del Mirano Rugby, Stefano Cibin, “la giornata di sabato è stata l’occasione per ribadire che il rugby non è solo un’attività confinata al campo sportivo, bensì è uno stile di vita, che cerchiamo di coltivare dal giorno in cui la nostra società è nata. La festa di oggi ne è l’ennesima dimostrazione” – ha aggiunto ed ha ringraziato – “gli Old che con il loro entusiasmo coinvolgente rappresentano un esempio dello spirito che unisce tutti i rugbisti di ogni età e categoria, nel lavorare uniti per una meta comune”.

Michele Lacchin

In allegato: la rituale foto di gruppo.
Foto: Mirna Cestaro

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