DARIO ARGENTO CHI?

Era tanta la curiosità di genitori ed appassionati per la prima di campionato che ha messo di fronte i boys della Under 18 ai pari età del Rugby Badia.
E tanta era la voglia di veder confermate le impressioni più che positive e la convincente “idea di gioco” espressa dal 15 bianconero nelle gare amichevoli disputate nella fase preparatoria della stagione 2017/18.

Insomma, per farla breve, dopo un travagliatissimo campionato trascorso in categoria èlite che ci aveva regalato sconfitte in quantità industriale, risultava interessante verificare se certi fantasmi, certe ruggini e ragnatele erano state definitivamente rimosse dalla testa dei nostri ragazzi.

Ci si attendeva pertanto a Badia Polesine la messa in onda di un film del genere “azione e avventura” e invece è andato in scena un horror per la serie “Dario Argento spòstati!!!”.

Spiace aprire il racconto in modo critico ma complice un arbitraggio fin troppo cervellotico che non ha lasciato correre mai niente, complici forse le nuove regole di gioco imposte dalla federazione che vietano e puniscono qualsiasi “scoreggina” fuori ordinanza, si è assistito ad una sistematica ed insopportabile sequenza di fischi arbitrali con automatica interruzione del gioco, che di fatto ha tolto qualsiasi forma di ritmo alla partita.

Spendo solo 2 righe in merito ai nuovi dettami regolamentari, che non “incontrano” il mio personale gradimento. Soprattutto le situazioni di ruck vengono ora monitorate in modo maniacale, obbligando i giocatori ad eseguirne l’ingresso in modo quasi “educato” e scolastico, pena il fallo contro. Si va in questo modo ad impoverire se non addirittura a mortificare quella che a mio avviso è forse la fase di gioco più importante e spettacolare del match e che in estrema sintesi risulta essere la genesi, per chi ha il possesso palla, delle più svariate trame d’attacco.

Capiamoci bene, il film horror lo hanno comunque interpretato i 30 delinquenti entrati in campo, arruffoni e pasticcioni come non mai, incapaci di leggere e comprendere “l’andazzo arbitrale”, in modo da prevenirne ed impedire certi scontatissimi interventi.

Pronti via e dopo 2 minuti siamo già in meta grazie ad un break vincente sul fianco sinistro della difesa Polesana.
Passano 10 minuti ed il pacchetto di mischia costruisce i presupposti per la seconda meta che ci fa immaginare una domenica dai toni decisamente tranquilli per il nostro 15, ma … i conti si fanno sempre con l’oste.
Veniamo infilati alla fine del tempo da un’incursione centrale seguita poi da un piazzato originato da un fischio “fantasy” del direttore di gara.

Il secondo tempo non offre spunti di particolare interesse con le squadre che si annullano masochisticamente con ripetuti falli soprattutto in fase di attacco. A cinque minuti dalla fine buchiamo nuovamente l’argine Polesano trasformando la meta. I giochi sembrano fatti, ma ci facciamo intercettare banalmente un passaggio nella nostra area dei 22 per il più facile dei “prego, si accomodi”, con i più vivi ringraziamenti da parte dei padroni di casa che pareggiano l’incontro.

Ti verrebbe naturalmente da alzare gli occhi verso l’altissimo per poi bestemmiare in uzbeko, ma per fortuna portiamo definitivamente a casa la partita ad un minuto dal termine grazie ad un piazzato assegnatoci a seguito del fischio arbitrale numero 144.278 (o giù di li).

Insomma, alla fine della fiera portiamo a casa (e ben volentieri) questa vittoria che fa classifica e soprattutto morale dopo gli infiniti bocconi amari mandati giù lo scorso anno e considerata la condizione ancora “work in progress” della squadra.

Risulta comunque evidentissimo il fatto di aver a disposizione forza e talento in grande quantità e margini di crescita esponenziali per andare a disputare una stagione quantomai ricca di soddisfazioni.

Alla prossima.

Jena Plinsky

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