Cronache dell’Armata: Serenissimi a caccia di sirene

Sabato 13 settembre, a Napoli, si è giocata la 17^ edizione del Torneo delle Repubbliche Marinare di rugby “old”.

All’appuntamento, ormai tradizionale, il compito di rappresentare Venezia e vestire la maglia del leone alato, quest’anno è ricaduto interamente sui “campagnoli” di Mirano e Camposampiero.
Affratellati dal culto della palla ovale i nostri “Serenissimi” – di nome, ma non di fatto – sono dunque approdati nella terra delle mitiche sirene, decisi a sfidarle così come, a suo tempo, Ulisse e i suoi compagni.
Perché l’accostamento con l’eroe omerico non sembri blasfemo è bene precisare che, alla fine del terzo tempo, anche la nostra squadra disdegna la linea retta e fatica alquanto a trovare la strada di casa.

Convinti di aver a che fare con esseri fantastici dal volto affascinante e dall’irresistibile canto, i nostri hanno però dovuto affrontare una realtà ben diversa.
Il campo di gioco del torneo non si trova infatti nella Napoli storica, che accoglie il corpo della bella sirena Partenope ma a Bagnoli: quartiere che fa parte dell’area dei Campi Flegrei (all’interno dell’ex base NATO, tanto per restare ancorati all’attualità).

Non dunque la terra di squamose fanciulle ma di ciclopi e di giganti che, proprio in questi luoghi, diedero battaglia agli Dei dell’Olimpo.
Un mito che è sembrato trovare conferma di fronte ai numerosi e ben piazzati giocatori napoletani, chiaramente ben più freschi di rugby giocato.

Alla fine, a loro andrà, meritatamente, il trofeo di cristallo “delle Repubbliche”.
I veneziani, dopo due sconfitte, riusciranno solo a pareggiare la partita contro “Pisa”.

Nonostante la sproporzione fisica con gli avversari ed il ridotto numero di giocatori, va detto che mai la squadra del leone si è fatta intimorire ma anzi, ha affrontato con determinazione e coraggio tutti gli incontri in programma, mettendo sempre in difficoltà gli avversari, spesso costretti nei propri 22 metri.

Acciaccati e stanchi ma non domi, dopo aver onorato il terzo tempo, i campagnoli sono infine scesi a caccia delle famose “sirene” fin sui Decumani lasciando, tra le tracce della storia greca e romana del cuore di Napoli, anche l’indelebile e alcolico segno del loro passaggio.
Perché, parafrasando Dart Fener in Star Wars: “mai sottovalutare il potere del lato O’Scuro della forza!”

Last but not least un doveroso abbraccio a Dario, anche lui compagno di questa faticosa “Odissea” e che, nonostante le botte che ha preso (frattura scomposta), ha sempre una buona cera e non ha mai perso il sorriso.

Perché sia chiaro in tutta la laguna che, come cantava Lucio Dalla, i nostri campagnoli sono come i marinai di Ulisse e pur se doloranti e stanchi, risponderanno sempre al loro capitano “Se ci fosse ancora mondo/sono pronto, dove andiamo?”

Rugby Mirano 1957 ASD – Michele “Eta Beta” Lacchin

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