Cronache dell’Armata: ruderi a chi?

Ebbene sì!
Dopo anni di pandemia e di altre piccole amenità, l’Armata si è apprestata ad effettuare una trasferta fuori dal suolo veneto.
Il 15 ottobre 2022 era infatti prevista la presenza al torneo organizzato dai RUDERI, squadra Old che ha il campo a Roma, nel quartiere Appio Claudio, nelle vicinanze del Parco degli Acquedotti e proprio nell’immediatezza dell’Acquedotto Claudio.

Orbene quando ci siamo documentati sul posto le frasi di rito si sono ovviamente sprecate, tipo:
“Se andiamo a giocare lì non ci fanno più spostare perché ne diventiamo parte integrante”;
“Se ci facciamo le foto non si vede la differenza fra noi e il paesaggio circostante”;
“Hic manebimus optime…apta nobis…” (Pausa che cita Tito Livio…);

Galvanizzati da tanto bendidio, sabato mattina all’alba i nostri eroi partivano all’avventura, senza paura.
Due furgoni carichi di animali, più due gentili signore e una macchina della dirigenza (uahahahhah).
Un’altra auto della dirigenza era già in loco dalla sera prima.
Alle prime luci dell’alba ci si rendeva conto che la giornata appariva nebbiosa e freddina e si decideva di fermarsi dopo Arezzo per una piccola sessione di merendino, che comprendeva pane, salame, formajo, vino… e uva e mele ma poche perché gonfiano.
All’apertura delle porte dei furgoni raquanti astanti apparivano con un colorito che andava dal verde pistacchio al rosso tramonto.
Voci non confermate hanno raccontato che uno dei presenti aveva avuto l’ottima idea di effettuare, la sera prima, una cena con amici che evidentemente provenivano dalla Grecia ed era come avere una testa d’aglio di 110 chili in macchina (ci tratteniamo dal dirne il nome per ragioni di privacy… orizzontale, tre lettere… inizia con A e finisce con C…)
Altri due invece, per protesta contro i rigassificatori, avevano ritenuto di aprire tutte le valvole apribili del corpo per non dare adito a discussioni.
I furgoni erano due bombe chimiche.

Dopo aver preso aria, si giungeva all’Appio Claudio con ampio anticipo, tanto da poter ammirare un’ottantina di bambini che giocavano gioiosamente a rugby con dietro la maestosa visione dell’AQUA CLAUDIA.
Se lo avesse visto il nostro MACI FERRUCCIO BIANCHI sicuramente si sarebbe commosso. (Ecco…se andate a Roma e avete già visto il centro tante volte fate una visita anche al Parco degli Acquedotti non ve ne pentirete).
Comunque, altro che nebbia, altro che freddino: la giornata era estivissima con un sole che scottava.

E iniziano le partite.
L’Armata conta solo quindici valorosi, un coach e un portaacqua (io e per anticipare i tempi, a detta di tutti, è stata la mia prestazione migliore degli ultimi anta anni).

La prima partita ci vede contrapposti agli amici dello ZOO VASARI OLD CLUB AREZZO.
La squadra sembra abbordabile e invece, sarà per un questione di ambientamento o chissàcosa, si dimostra ostica e tonica.
Alla fine però si riesce a regolarla per una meta a zero.

Il caldo rimane tale e quale e la squadra sa che non può permettersi errori o infortuni alla prossima partita.
Puntualmente arriva la sfida con la simpatica SALENTO OLD RUGBY e puntualmente arrivano i primi infortuni.
Uno fuori e dentro nientepopodimeno che il coach Cinghio.
NOMEN OMEN. Un nome un destino!!! Nel giro di due minuti pianta due frontini altezza sterno che fa pensare che “o li gà copài o xe morto ju”, invece tutto bene.
I ragazzi sono più distesi e riescono a prendere le misure. Finisce cinque a zero per l’Armata con grande soddisfazione di tutti.

Il caldo, come detto, non demorde e si avvicina l’ultima sfida, quella con i RUDERI, padroni di casa che invece contano venticinque uomini e un calendario a loro favore (mi sembra ovvio).
Sanno che siamo la squadra da battere e hanno vinto due partite anche loro. Questa è la finale anche se non si dovrebbe dire.
Da fuori campo mi viene da pensare ci si arrocca e si gioca a resistere fino alle fine.
“STO PAR DE BAE!” La squadra prende in mano le redini del gioco con un’aggressività senza pari e va all’attacco della fortezza avversaria senza paura. Più di una volta i romani sono vicini alla capitolazione. Ogni azione di avanzamento sembra un’onda terribile che urlando si infrange addosso agli scogli e si riprende e si ributta ancora e ancora.

Le touche sono tutte inesorabilmente vinte da noi ed è commovente l’orgoglio dimostrato dai nostri eroici compagni che non hanno mollato di un centimetro in tutti i reparti.
Mi rendo conto che sembra che li voglia innalzare ma quanto detto adesso è stato confermato con decisione dagli amici romani.
Detto questo la stanchezza porta a fare falli e purtroppo, all’ultimo minuto la squadra avversaria ci rifila una meta e la partita finisce.

Terzo tempo di rito in allegria con canti e risate alla grande.

ARC, ORIUNDO, PULLMAN, ANCA, EGNA, CHEF, CAENA, POMI, MANEGHETTA, JOLE, IGOR, SHULTZ, ETA BETA, BRICOEA, E’MO’, CINGHIO, PAUSA, GORNA.
Questi i nomi dei nostri convenuti in terra romana (più quattro gentili signore e tre simpatici bambini) dove alla sera del sabato si è andati a Trastevere a bere una birra con la spensieratezza dei nostri cinquanta/sessanta anni.

E allora diciamocelo chiaramente: RUDERI A CHI?

p.s. ricordateve che quanno dovete pijà er pallone da rebbi dovete mètte e MANI A FREGNAAAA

In allegato: i rappresentanti dell’Armata in terra romana.
Pausa Cannellum

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