UNDER 16: BADIA… MA NO POSSO

Trasferta in quel di Badia Polesine per il 15 bianconero, chiamato domenica scorsa ad una importante verifica dopo la sconfitta casalinga patita contro i pari età del Tarvisium nella prima giornata di campionato e squadra che, causa defezioni dell’ultimo momento, si presenta in formazione rimaneggiata in terra Rodigina. Purtroppo il libretto delle assenze comincia a riempirsi in tutti gli spazi e le varie giustificazioni presentate dai ragazzi

attestano infortuni, malattie, indisponibilità non meglio precisate, viaggi interspaziali, circumnavigazioni del globo terrestre e una serie di “non voglio”, “non posso” e “non me la sento” che fanno sistematicamente sballare i conti, penalizzando alla fine della fiera anche i ragazzi che i conti li vorrebbero invece testardamente far quadrare.

Subiamo nel primo tempo la costante pressione dei biancoazzurri locali che ci costringono per lunghe e interminabili fasi a versare lacrime e sangue dentro i nostri 22.
Difendiamo però egregiamente e i nostri avversari faticano a trovare le giocate risolutive ma un paio di boiate epocali in fase di disimpegno, di quelle che ti fanno alzare gli occhi al cielo e sacramentare in Uzbeco, consegnano su un piatto d’argento due incursioni vincenti ai Polesani, per il 12 a zero di metà partita.

Una volta presa dagli allenatori la giusta dose di “controfiletto”, i boys targati Set Up rientrano in campo con la convinzione di poter far girare il match.
I primi 20 minuti della ripresa sono di sostanziale equilibrio e il risultato resta bloccato fintantoché “fracca de qua” e “strucca de la”, la mischia bianconera riesce finalmente a tirar fuori dal cilindro la “maul” rabbiosa che consente di riaprire la partita.
I minuti restanti passano lentamente per Badia e troppo velocemente per Mirano, fintantoché l’ultimo cazzeggio difensivo dei nostri consegna agli avversari la meta del 17 a 5 conclusivo.

La sensazione netta che si ricava analizzando la prestazione dei ragazzi è che “volendo si può”; ottima la prestazione della squadra dal punto di vista della tenuta mentale, tignosa e mai disposta a porgere il fianco all’avversario, deficitaria solo in alcuni aspetti tenici ben identificabili e risolvibili.

Risulta a mio avviso fondamentale lavorare in primis sulle cose semplici, che ti consentono di non perdere mai il filo del gioco nei momenti più delicati della partita e ti permettono spesso di sbrogliare matasse ingarbugliate solo in apparenza.

Domenica prossima il menù bianconero propone un’altra impegnativa trasferta, questa volta ad Asolo e sia chiaro un concetto: ho detto “trasferta” non “gita”!!!

Stay tuned,
Jena Plinsky

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