Il rugby come scuola di vita non conosce frontiere
Per Rugby Mirano 1957, la crescita dei propri atleti passa anche attraverso il coraggio di confrontarsi con il mondo.
Oggi raccontiamo l’esperienza di due giovani giocatori della nostra Under 18: Ivan Boffo e Carlo Bero, che hanno scelto di intraprendere un percorso scolastico lontano da casa, una sfida che richiede adattamento, disciplina e spirito d’iniziativa: gli stessi valori che insegniamo ogni giorno sul campo.
Ma c’è un elemento che più di tutti ha fatto la differenza: la loro passione per il rugby.
È stato proprio l’amore per la palla ovale a spingerli a cercare dei club che li accogliessero durante il loro percorso scolastico all’estero, trasformando un periodo di studio in un’esperienza di vita totale, dentro e fuori dal rettangolo verde.
Di seguito, il racconto diretto dei protagonisti.
L’Irlanda di Ivan Boffo: nel cuore del rugby mondiale
Ivan Boffo ha scelto la terra dei trifogli, dove il rugby è religione, per il suo quarto anno di scuola superiore.
Ecco la sua testimonianza: “Quest’anno ho deciso di vivere un anno in Irlanda per fare quella che credo potrà essere l’esperienza più bella della mia vita. Sto attualmente frequentando il sesto e ultimo anno di scuola superiore irlandese, al termine del quale conseguirò anche il diploma locale, alla Malahide Community School di Malahide, un paese a circa mezz’ora dal centro di Dublino. Essendo l’Irlanda una nazione nella quale il rugby costituisce una forte tradizione, ne ho approfittato per poter proseguire con lo sport che tanto mi piace, giocando sia con la squadra del paese che con la squadra della scuola. Con la squadra del paese (Malahide RF), ad inizio anno abbiamo vinto la coppa qualificante alla Premiership U18, ovvero il massimo campionato della regione di Leinster, paragonabile all’Élite U18 italiana; attualmente siamo a metà di questo campionato, che finirà la seconda settimana di febbraio. . Con la squadra della scuola ho invece raggiunto un risultato che mai si era visto prima, la vittoria dell’Anne McInerney Cup, coppia Senior della regione di Leinster, una delle più importanti coppe scolastiche dell’Irlanda. Dopo un faticoso inizio della mia esperienza e il grosso impegno richiesto dalla scuola, giocare a rugby mi ha aiutato a rilassarmi e a farmi stare più tranquillo, grazie anche ai miei compagni di squadra che mi hanno subito accolto come uno di loro e mi hanno fatto sentire parte della squadra, mostrando interesse nei miei confronti e offrendosi disponibili ad aiutarmi ogni volta ne avessi necessità”.
La Germania di Carlo Bero: l’Erasmus+ con la palla ovale
Lo scorso anno il flanker bianconero Carlo Bero ha invece vissuto un’intensa parentesi in Bassa Sassonia, portando la sua grinta nel campionato tedesco.
Questo il suo racconto: “Durante la scorsa stagione ho avuto l’opportunità di partecipare ad un progetto scolastico del programma Erasmus+ che mi ha portato a vivere in Germania, in Bassa Sassonia, per sei settimane da ottobre a dicembre 2024. Come per il mio compagno Ivan, la mia esperienza all’estero è stata senza dubbio una delle più belle che abbia mai vissuto. Durante la mia permanenza in Germania ho frequentato il secondo anno di Oberstufe, equivalente al nostro quarto anno di scuola superiore. Nonostante il periodo all’estero fosse piuttosto limitato, prima della partenza mi sono messo in contatto con il Royal RFC Schaumburg, il club di rugby della provincia in cui mi trovavo. Ho avuto il piacere di allenarmi con loro per tutta la durata dell’Erasmus e di partecipare anche a due partite di campionato con la loro prima squadra: contro l’Union Bremen e contro il Germania List II, seconda squadra del Germania List, club storico fondato nel 1900 e tra i più antichi della Germania, attualmente in lotta per il titolo élite nazionale. Le partite si sono concluse con una vittoria e una sconfitta. Personalmente mi sono trovato molto bene con i compagni di squadra, che mi hanno accolto fin da subito, permettendomi di condividere con loro anche l’emozione di una vittoria in casa”.
A Ivan e Carlo vanno i complimenti di tutta la società: siete la dimostrazione che il rugby è un linguaggio universale che apre le porte del futuro.
Rugby Mirano 1957 ASD – Gianluca Toschi

