OLD – IL ” ROCCO SIFFREDI CHAMPIONSHIP”

Si svolge in un gelido Sabato pomeriggio di Febbraio la quarta tappa Mestrina dello “scampionato CORV”, splendida manifestazione rugbystica organizzata scientificamente dalle mogli degli inguaribili nostalgici dello sport più bello del mondo. Si, avete capito bene, sono state proprio le “ladyes” dei bestioni ultraquarantenni a mettere in piedi tutto sto “ambaradam”, nell’intento di scopare fuori dalla porta di casa il proprio marito e toglierselo così dai maroni almeno un paio di sabati al mese, il tutto per potersi godere in santa pace e con le gambe allungate sul divano la ventinovemilaseicentododicesima puntata di “Beautiful” nella quale, per gli amanti delle cronache, mi viene riferito che ”Ridge” (il bello) stavolta non è riuscito a trombare nessuna femmina.

Detto del palinsesto televisivo, il ritrovo presso gli impianti sportivi di Favaro Veneto è stato preventivamente fissato dall’Armata per le ore 16,00 ……… puntuali puntuali. Mantenendo minuziosamente fede alle proprie ferree abitudini, i prodi Miranesi si sono naturalmente presentati al campo di gioco in rigoroso ordine alla “cazzo di cane”. Chi alle quattro e mezza, chi alle cinque, chi tra la prima e la seconda partita e chi immediatamente prima del terzo tempo. Il tutto approfittando meschinamente dell’assenza dell’entità suprema, l’apostolo Kela da Mira, impegnato nel frattempo a sacramentare l’impossibile in terra Friulana (Udine) al seguito di una Under del rugby Mirano.

Protagonisti della giornata, oltre alle 15 sciagure bianconere, i cugini di primo grado delle “Mummie” organizzatori dell’evento e, non ricordo bene se i “Fossili Dolomitici” o i “Tossici mega mitici”, anche loro parenti molto stretti dell’Armata e compagni di mille passate battaglie. Come già anticipato nella prefazione, il protagonista assoluto della giornata è stato il freddo gelido che, oltre ad intirizzire l’adonica muscolatura degli atleti, ne ha letteralmente trasformato l’attributo genitale primario in una sorta di calippo gel. 

Delle tre partite disputate, sicuramente bisogna metterne in evidenza la gagliardia e la voglia messa in campo da tutti i protagonisti, ma in se, il fatto tecnico di rilevanza va in onda a 5 minuti dalla fine dalla partita tra l’Armata e i Fossili. Dentro ai 22 Bellunesi, spunta palla da una ruck che la nostra apertura gira nelle sapienti mani (?????) di Walter Selgaro.  Il ferrovecchio bianconero stringe l’ovale, finta a destra, finta a sinistra, finta in alto, finta in basso e finta anche a se stesso. Il difensore Bellunese, fingendosi frastornato e mosso ad umana pietà da sto popo’ de commedia circense, decide sportivamente di lasciar passare Walter che ringrazia e schiaccia indisturbato in meta tra lo stupore dei presenti. L’arbitro a questo punto esclama testualmente: “dopo aver visto questo, posso dire de aver visto tuto”, dichiarando chiusa anzitempo la contesa.

La scarna cronaca dei match consegna alla storia 2 vittorie dell’Armata e una delle Mummie, ma come sacrosantamente insegna il C.O.R.V., in questo torneo e più in generale in tutte le competizioni dei rugbysti OLD, le vittorie fanno morale ma non classifica. Pacche sulle spalle e strette di mano a centrocampo tra amici/avversari e dopo, complice il freddo che ha mosso la diuresi bianconera, ….. tutti a svuotare l’apparato vescicale.

L’evento sportivo che ne scaturisce è il “ROCCO SIFFREDI CHAMPIONSHIP”, in pratica …… a gara a ki ke pissa più ontàn. Escluso dalla manifestazione naturalmente il nostro “Manegheta” per manifesta superiorità, la classifica finale premia Ruspa che scaglia il getto a ben 48 centimetri (!!!!!) dalla punta degli alluci. Al secondo posto Chef con uno spruzzo di 35 centimetri e al terzo Wiky con uno di 24. Il resto degli Armati stantuffa tra i 5 e i 10 centimetri, ma c’è anche ki ke se pissa sui pìe. Desolatamente ultimi, Walter, Jena e el Principe Amedeo che incredibilmente riescono a fare peggio di centimetri ZERO, bagnando addirittura dietro alla linea di partenza ed innescando una irripetibile sequenza di insulti e sfottò da parte dei virilissimi (seeeehhhh!!) compagni di squadra.

Fatta la doccia (anca l’acqua gèra freda e no go mai batùo cossi tante broche in vita mia) ci siamo fiondati tutti davanti ad un meritatissimo piatto di pastasciutta con le sponde, chiudendo la giornata in modo , in totale armonia e simbiosi con i ns. straordinari avversari. Straordinari si, perché il rugby sa partorire, educare e crescere solo persone straordinarie.

Arrivato a casa, distrutto dalle pacche e dalla fatica, ho alzato stancamente la manina ai presenti in segno di saluto, arrendendomi immediatamente al sonno disteso lungo sul divano, ……… queo de biuttiful!!!

Alla prossima

Jena Plinsky

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